SOMEWHERE OVER THE RAINBOW

In questi giorni in cui si parla di odio e di vite “nere” che contano, vorrei esprimermi in proposito.

Ieri ho molto apprezzato il movimento social di riempire le schermate dei nostri cellulari di nero a sostegno di tutti gli afroamericani vittime di abuso di potere e fenomeni di razzismo talmente subdoli e disumani che nell’epoca in cui viviamo non dovremmo neanche più parlarne, però una cosa volevo dirvela.

Io gli schermi li avrei riempiti di colori, perché noi essere umani non siamo solo bianchi o neri, siamo fatti di milioni di sfumature, razze e sorrisi.

Il razzismo è un sentimento d’odio sottile, che colpisce chi riteniamo diverso da noi, chi percepiamo come un pericolo da respingere e non un insegnamento da accogliere, e questo capita non solo verso quelli che chiamiamo “neri”, ma verso gli indiani, gli asiatici, gli omosessuali, tutte le tribù indigene e aborigene che negli anni abbiamo sterminato per fare spazio alla “razza bianca dominante” o senza andare troppo lontano dalle discussioni dei giorni nostri : i cinesi, che negli ultimi mesi si sono beccati tutto l’odio scaturito dalla paura e dall’assoluta esigenza di trovare un capro espiatorio per giustificare un pericolo che non ci sapevamo spiegare, colpevolizzandoli di qualcosa che ancora oggi per noi rimane un mistero, e loro hanno dovuto subire l’ignoranza del mondo intero.

Quindi per me ê sempre e solo l’arcobaleno che va sostenuto come bandiera, perché siamo fatti di mille colori, e l’arcobaleno non esisterebbe senza uno di essi, e come ogni volta che ne esplode uno in cielo ne rimaniamo meravigliati e pensiamo che sia uno spettacolo straordinario, anche noi essere umani lo siamo, ognuno di noi, ognuno con il suo colore bellissimo.

Sostenere e avviare una manifestazione di sdegno nei confronti degli episodi di questi giorni è assolutamente giusto, ma non dimentichiamoci che il razzismo è ancora presente nei confronti di qualsiasi razza, colore, religione, orientamento sessuale e qualsiasi elemento che consideriamo ” DIVERSO”

AVREI CAMBIATO LO SLOGAN IN:

“EVERY LIVES MATTER, EVEN THE BLACK ONES.”

E nessuno di noi dovrebbe più riuscire a respirare allo stesso modo, finché altre vite verranno strappate via senza ragione.

3 risposte a "SOMEWHERE OVER THE RAINBOW"

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  1. È davvero assurdo e triste che ad oggi bisogna ribadire ancora concetti e situazioni che dovrebbero essere ovvie ed evidenti. Ma a quanto pare così non è ed è necessario dar voce ancora e lottare per scacciare via l’ignoranza. È necessario per evolverci su tutti i fronti. Mi trovi concorde con tutto anche con lo slogan rivisitato.

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