MA ALLA FINE: CHI è BILLY?

VI RACCONTO UN PEZZETTO DI ME…

” NOI ESSERI UMANI ALLA FINE NON SIAMO FATTI DI PREGIUDIZI, DI COME QUALCUN ALTRO VUOLE CHE TU APPAIA, DI QUELLO CHE GLI ALTRI NOTANO AL PRIMO SGUARDO, MA DI QUELLO CHE CI PORTIAMO DENTRO E ADDOSSO E CHE SOLO IN POCHI HANNO VOGLIA DI SCOPRIRE.”

-VOSTRA BILLY-

Ciao caro lettore! Già che sei giunto fino a qui, un pò per curiosità, un pò per caso, lascia che ti racconti un pezzetto di me, così da poter conoscere questa ragazza un pò strana che racconta di viaggi intorno al mondo e pensieri di vita.

Inizierò con le nozioni base anche se non mi è mai piaciuto essere catalogata.

Sono Dalila, calpesto questo pianeta dal 1992, e fin da quando ero una giovane liceale confusa, già sapevo che la mia non sarebbe stata una vita ordinaria, che avrei conosciuto questo incredibile mondo il più possibile, in un modo o nell’altro. 

Di professione ufficialmente sono una Cuoca, amo la cucina Asiatica, soprattutto quella Thai, mi affascina come in essa si possa trovare il giusto equilibrio tra i 4 sapori: piccante, dolce, salato e agro. Inoltre amo le spezie e le erbe aromatiche che penso diano  più sapore alla vita, oltre che alla cucina. 

Sono Specializzata nella preparazione del Sushi per cui ci vuole molto ordine e concentrazione (altre due doti che non mi si addicono molto ma dicono che io sia brava a farlo ;)), mi piace anche fare la Pasticciona con i dolci…infine ho il magico potere, nonostante sia una Cuoca, di ordinare SEMPRE il piatto che non mi piace al Ristorante.

PERò amo il cibo, immensamente. Penso sia uno dei piaceri più belli della vita.

Ho un’ossessione per gli odori, il mio olfatto super sviluppato mi fa sentire qualsiasi odore che mi dia fastidio e ovviamente anche tutti quelli che aprono gli altri miei sensi, tanto che il mio ragazzo mi ha soprannominata: CANE DA CACCIA. 

Finite le Superiori, mi sono staccata finalmente dalla mia città natale Milano per iniziare la mia avventura attraverso la vita, incominciando come molti dalla bellissima e caotica Londra.

Da quel momento in poi non mi sono più fermata, ho vissuto un pò qua e là: Australia, Nuova Zelanda, e ora da qualche anno ho come “base” la mia amata isola: IBIZA.

Ecco, questo è più o meno quello che risponderei alle tipiche domande che fanno gli esseri umani all’interno della società moderna di oggi.

Se invece fossi un amico, ti direi che Dalila ha 28 ANNI ma non ha la più pallida idea di cosa voglia essere da grande, so chi sono, ma non so ancora benissimo cosa vorrei essere da qui a 10 anni, Dalila è sconclusionata, ha mille idee e sogni per la testa che però non sa ancora bene come realizzare.

Dalila sa che vuole essere felice però, a tutti i costi, e che la sua anima trova pace solo di fronte al Mare o quando viaggia ed è in movimento, la Comfort Zone non le appartiene, dopo un pò le sta stretta, forse colpa dei miei genitori che mi hanno portata fin da piccola ovunque nel retro del loro FuoriStrada, o sarà che proprio per merito di quei due genitori fantastici già i miei primi passi li ho mossi fuori da quella che si chiama “ CASA”.

FIN DA PICCOLA SONO SEMPRE STATA AFFASCINATA DAI PIRATI E AVREI TANTO VOLUTO ESSERE UNA DI LORO, QUINDI PENSO CHE LA MIA ANIMA DI DONNA SIA DIVISA A METà TRA UNA PIRATESSA E UNA GITANA. UNA DELLE MIE CANZONI PREFERITE ERA “MA COME FANNO I MARINAI” DI FRANCESCO DE GREGORI.

ABITO IL MONDO, MI AFFASCINANO I MERCATI, DOVE PENSO SI POSSA TROVARE LA VITA VERA, FOTOGRAFARE OGNI COSA..

SE MI CHIEDESSERO QUAL’è IL TUO COLORE PREFERITO RISPONDEREI L’ARCOBALENO, PERCHè AMO I COLORI E DIPINGERE ANCHE SE FORSE NON SONO POI COSì BRAVA..

COLLEZIONO FRASI, DI OGNI TIPO, DA LIBRI, FILM, BLOG, MURI…

SONO INNAMORATA DELLA STREET ART,QUELLA BEN FATTA NON GLI SCARABOCCHI FATTI TANTO PER, MI AFFASCINA COME POSSA DARE VITA E COLORE AD UNA CITTà..

AMO LE COMMEDIE ROMANTICHE, CONTINUO A GUARDARLE ANCHE SE SO CHE ALLA FINE FINISCONO TUTTE ALLO STESSO MODO…

PIANGO COME UNA BAMBINA ANCHE CON ALCUNI CARTONI ANIMATI…

NON SO MENTIRE, SUL SERIO, MI SI AGGROVIGLIA LO STOMACO…

MI PIACE CREARE OGGETTI CON LE MIE MANI, PERCHè PENSO CHE ESSE SIANO IL CONTATTO DIRETTO TRA LA NOSTRA ANIMA E IL MONDO..

HO SEMPRE PENSATO CHE LA MEMORIA STIA NELLA PELLE, è Lì, NON LA FREGHI, E ALLORA QUESTO PIANETA VA SENTITO CON TUTTI I NOSTRI SENSI A DISPOSIZIONE..

NON C’è TEMPO MIGLIORE DI QUELLO SPESO NELLA NATURA PER RITROVARE NOI STESSI..

PENSO UNA PARTE DI ME VADA MOLTO Più D’ACCORDO CON GLI ANIMALI  CHE CON GLI ALTRI ESSERE UMANI.

HO LE MIE EMOZIONI TATUATE ADDOSSO, OGNI DISEGNO SULLA PELLE A SUO MODO RACCONTA UNA PARTE DI ME.

IL MONDO CHE AMO LO PUOI INTRAVEDERE TRA I VESTITI CHE INDOSSO, NELLE FOTOGRAFIE CHE AMO, NEI SORRISI DEI BAMBINI NELLE PARTI POVERE DEL MONDO CHE SE TI FERMI UN ATTIMO AD ASCOLTARE AVRò VOGLIA DI RACCONTARTI.

HO UN PROBLEMA CON IL TEMPO, HO SEMPRE PAURA CHE NON SIA ABBASTANZA E CHE MI SFUGGA VIA..

SONO AFFASCINATA DALL’UNIVERSO, I PIANETI, LE STELLE… SONO FERMAMENTE CONVINTA DELL’ESISTENZA DEGLI ALIENI, NON è POSSIBILE CHE IN TUTTE LE GALASSIE CI SIA SOLO L’ESSERE UMANO…

…DIREI TUTTO QUESTO E ALTRO ANCORA SE VOLESSI DAVVERO SAPERE CHI SONO E VOLESSI DEDICARE UN Pò DEL TUO PREZIOSO TEMPO PER ASCOLTARMI.

QUESTO BLOG NON è NATO CON UNO SCOPO PRECISO, VOLEVO SOLO CONDIVIDERE CON VOI I MIEI PENSIERI, IL MONDO VISTO ATTRAVERSO I MIEI OCCHI, E STORIE DI UNA VITA QUOTIDIANA NON TROPPO ORDINARIA.

QUI TROVERETE UN Pò DI TUTTO INSOMMA.

INFINE MI CONOSCERETE COME BILLY, è QUESTO IL MIO ALIAS QUI SU QUESTO PIANETA CHIAMATO  “SOCIAL” PERCHè MIA MAMMA UN BEL GIORNO, QUAND’ERO PICCOLA HA DECISO DI DARMI COME SOPRANNOME CUCCIOLO BILLY E DA QUEL MOMENTO QUEL NOMINOGLIO MI HA SEMPRE ACCOMPAGNATA. 

GODETEVI IL VIAGGIO CARI AMICI, QUALUNQUE ESSO SIA! E SE VOLETE METTERVI IN CONNESSIONE CON ME, SCAMBIARE IDEE, OPINIONI, O SEMPLICEMENTE AVERE QUALCHE TIPS&DROPS DI VIAGGIO, NON ESITATE A CONTATTARMI! 

                                                        KIA ORA VOSTRA BILLY  

BASTA LA NATURA PER ESSERE FELICI

Ieri io e Mario dopo un pò di tempo in cui non lo facevamo abbiamo deciso di tornare a camminare… Siamo andati in “Gita”, come ci è piaciuto chiamarla.

Si perchè per una volta ci siamo organizzati, abbiamo preparato un’insalata di riso, della frutta fresca e bibite ghiacciate e siamo partiti all’avventura.

Siamo tornati in un luogo in cui eravamo già stati due anni fa, ma all’epoca eravamo ancora dei viaggiatori un pò sconclusionati e confusionari e quindi non eravamo riusciti a goderci a pieno questa meraviglia, eravamo capitati lì quasi per caso, senza pianificarlo troppo.

Però Cala D’Albarca richiede tempo e meditazione, perchè è un angolo di mondo talmente magico e spettacolare che non bisogna avere fretta, bisogna prendersi più di un attimo per osservarlo ed assorbirlo, perchè tanto infinito tutto in una volta bisogna assaporarlo con tutto se stessi.

Iniziando dal cammino per arrivarci, già quello ti fa capire che non è un posto per tutti, la strada è tortuosa e ti mette a dura prova, però è uno di quei classici sentieri in cui dopo aver sentito la fatica ti senti pienamente appagato, perchè quella fatica ti ha portato in una destinazione che se hai un pò di fortuna come ce l’abbiamo avuta noi, è a tua completa disposizione, puoi ritrovarti solo immerso nello spettacolo più puro e grandioso che la natura possa darti.

Perchè Cala d’Albarca è così, ti travolge,sommerge, avvolge, ti lascia senza fiato.

E così, nonostante non ci spostiamo dallo stesso luogo da più di 3 mesi, abbiamo capito che basta solo una cosa per ritrovarsi e sentirsi felici: immergersi completamente nella NATURA.

Basta poco per essere felici, questo pianeta ha tutto ciò di cui abbiamo bisogno senza la necessità di andare a cercare troppo lontano da dove si è.

Tuffandoci nel blu di queste acque cristalline, con solo il silenzio a farci compagnia e uno sfondo che nemmeno nelle migliori cartoline si può riprodurre, NON ABBIAMO AVUTO BISOGNO DI NIENT’ALTRO CHE IL PAESAGGIO IN CUI CI TROVAVAMO.

SIAMO STATI FELICI, SOLI CON LO SPETTACOLO DEL MONDO A NOSTRA DISPOSIZIONE.

LE LUCI DI SETTEMBRE

Per me il nuovo anno non è mai iniziato da Gennaio, ma a Settembre. 

Settembre è sempre stato il mese dei nuovi inizi, di quel nuovo anno a scuola che proprio non avevi voglia di iniziare, di quei buoni propositi da porsi che sappiamo benissimo non realizzeremo mai, Settembre è quel tempo che avevi rimandato e all’improvviso ti piomba addosso senza che nemmeno tu te ne accorga. 

Settembre è mal di testa e mal d’anima come cantano i Negrita, perché hai ancora il profumo di salsedine nei capelli e il rumore delle onde nei sogni, e proprio non riesci a mandare giù la frenesia del ritorno in città… 

Per me Settembre è sempre stato tutto questo, ma ora che ho la mia vita vista mare, per me questo mese è la luce nel cielo che cambia, si dipinge di un blu intenso e le nuvole sembrano dipinte, il vento spazza via il caldo torrido di piena estate e lascia spazio ad una temperatura piacevole, l’isola si svuota dai turisti e accoglie  quelle anime che rimangono prendendosela con calma, per Godersi quella natura incontaminata che esplode di bellezza prima che lasci spazio alla lenta muta dell’autunno… 

Per me Settembre è tempo di rinascita, è l’avvicinarsi della libertà dopo mesi di duro lavoro, è pianificare un viaggio, avventure, progetti…è la vita che si evolve...

è il cambiamento che un po’ spaventa e fa paura… 

È quel ciclo senza fine che aggiunge nuovi pezzetti di storia, e mai come in  quest’anno così assurdo e  pieno di incertezze, 

 Settembre è stato un  grande punto di domanda che chissà dove ci porterà… 



.FREEDOM TALES.

OGGI VI HO FATTO UNA DOMANDA: VI SIETE ABITUATI A VEDERE LE PERSONE IN GIRO CON UNA MASCHERINA?

CHI mi ha risposto di sì, sinceramente non so come faccia a vederci un’abitudine in una cosa del genere.

Io non mi abituerò mai e sapete perchè? Perchè per quanto io ultimamente sia insofferente nei confronti degli essere umani, A ME I SORRISI PIACEVANO.

Mi piaceva vedere una risata, le bocche che si piegavano nella curva più bella del mondo, scoprendo a volte anche denti bruttissimi, ma cavolo se era bello un sorriso. Perché con un sorriso, e questo più che mai l’ho capito viaggiando, non c’è bisogno di parlare la stessa lingua, ci si capisce in un istante.

Adesso invece, se prima avevamo l’impressione di sentirci distanti nei confronti del prossimo, così lo siamo di più.

Con i volti coperti da queste mascherine tristi, che seppur a volte colorate, non possono di certo sostituire un sorriso, poniamo una barriera verso chi ci viene incontro.

E allora cavolo, se in questo universo in cui viviamo c’è stata donata anche la bocca, allora dovremmo mostrarla, farci sentire.

E poi non potete dirmi che vi siete abituati a questo pezzo della vostra identità che vi è stato tolto, un pezzo della vostra libertà; ed ecco che in un mondo in cui si cerca a spallate di emergere e differenziarsi, appariamo tutti tristi e uguali. Ci viene tolto sempre più il diritto di ESSERE.

PER CUI DIAMINE! NON DITEMI CHE VI SIETE ABITUATI.

QUI SULLA MIA ISOLA, CHE ERA “UN’ISOLA CHE NON C’è” DOVE SI è SEMPRE CELEBRATA LA LIBERTà, NON SI Può Più NEANCHE BALLARE.

E VOI L’AVETE MAI VISTA UN’ESTATE SENZA BALLARE? SENZA I CORPI CHE SI UNISCONO IN UN UNICO MOVIMENTO, SUDATI, MA CHE EMANANO TUTTI LA STESSA MERAVIGLIOSA ENERGIA?

UN’ESTATE CON LA MUSICA DAL VIVO DA ASCOLTARE SOLO SEDUTI SE NO SI RISCHIA DI VENIRE MULTATI? BHè QUESTO NON è IL MONDO IN CUI VOGLIO VIVERE. NON SO COME NOI ESSERI UMANI SIAMO STATI IN GRADO DI GIUNGERE FINO A QUESTO PUNTO MA DOBBIAMO FAR QUALCOSA PER SISTEMARE LE COSE.

PERCHè IO VOGLIO TORNARE A BALLARE, VOGLIO TORNARE AD INNAMORARMI NEI MERCATI DEL MONDO DEI SORRISI DELLA GENTE, VOGLIO VEDERE E CONOSCERE I VISI NELLA LORO INTEGRITà E UNICITà, E NON VOGLIO ABITUARMI A UN MONDO DIETRO AD UNA MASCHERA.

MAI!

é per i sorrisi così che giro il mondo
semplicemente per me, il volto del Vietnam
Non ho molti denti ma ti sorrido comunque, perché cosi so comunicarti tutto quello che a parole non mi viene

MARE DI VIVERE

Sono arrivata qui da una settimana, ed essendo stata subito risucchiata dal lavoro, ho avuto poco tempo per scrivere le mie emozioni…

Sono state forti, ancora in alcuni momenti non ci credo di essere qui, di avercela fatta a tornare su quest’isola che mi fa vibrare l’anima…

Forse perchè quando un sogno è radicato nel profondo dentro di te, tutto l’universo si allinea perchè si avveri.

Quando ero più piccola già sognavo di vivere al mare ma pensavo che non avrei potuto fare a meno della città, quindi avrei dovuto trovare una città con il mare, per compensare le due cose. Oggi a 28 anni, so che del caos della città non me ne faccio nulla, il cemento e la frenesia non mi appartengono più, non alimentano la mia anima.

Ormai soffro del MARE DI VIVERE, è un pò come il MAL D’AFRICA con l’unica differenza che quando ti ammali del primo non puoi più fare a meno di quella vasta distesa di acqua salata, delle emozioni che solo essa sa darti..

Quando sono lontana sento sempre che mi manca un pezzo che solo il rumore delle onde, il profumo di salsedine tra i capelli, la pelle che tira per il troppo sole, i tramonti con il sole che scende all’orizzonte possono colmare…

E ringrazio me stessa, mi ringrazio per aver avuto coraggio, per averci creduto fino in fondo anche quando gli avvenimenti erano avversi…

Perchè oggi, qui sulla mia isola, anche se il lavoro è duro e non so se è quello che vorrò fare per tutta la vita, sono felice.

Il rumori discordanti che a volte creano caos dentro di me si acquietano, ogni vibrazione si accorda in simbiosi per creare una sinfonia perfetta.

Il futuro è una costante incertezza, ma al momento perchè preoccuparsene quando il presente è così luminoso? Si dice che il tempo da vivere è quello del qui e ora, quindi ho intenzione di sentirmi grata per questo presente e non preoccuparmi troppo del futuro, tanto gli ultimi mesi ci hanno dimostrato che fare piani non serve poi a molto se una forza più grande ha intenzione di andare in senso contrario e distruggere ogni cosa.

QUESTO PER ME è IL MARE: UNA SINFONIA PERFETTA.

Perchè come diceva Frosty Hesson:

” WE ALL COME FROM THE SEA, BUT WE ARE NOT ALL OF THE SEA.”

Ed io sicuramente, appartengo al mare.

SOMEWHERE OVER THE RAINBOW

In questi giorni in cui si parla di odio e di vite “nere” che contano, vorrei esprimermi in proposito.

Ieri ho molto apprezzato il movimento social di riempire le schermate dei nostri cellulari di nero a sostegno di tutti gli afroamericani vittime di abuso di potere e fenomeni di razzismo talmente subdoli e disumani che nell’epoca in cui viviamo non dovremmo neanche più parlarne, però una cosa volevo dirvela.

Io gli schermi li avrei riempiti di colori, perché noi essere umani non siamo solo bianchi o neri, siamo fatti di milioni di sfumature, razze e sorrisi.

Il razzismo è un sentimento d’odio sottile, che colpisce chi riteniamo diverso da noi, chi percepiamo come un pericolo da respingere e non un insegnamento da accogliere, e questo capita non solo verso quelli che chiamiamo “neri”, ma verso gli indiani, gli asiatici, gli omosessuali, tutte le tribù indigene e aborigene che negli anni abbiamo sterminato per fare spazio alla “razza bianca dominante” o senza andare troppo lontano dalle discussioni dei giorni nostri : i cinesi, che negli ultimi mesi si sono beccati tutto l’odio scaturito dalla paura e dall’assoluta esigenza di trovare un capro espiatorio per giustificare un pericolo che non ci sapevamo spiegare, colpevolizzandoli di qualcosa che ancora oggi per noi rimane un mistero, e loro hanno dovuto subire l’ignoranza del mondo intero.

Quindi per me ê sempre e solo l’arcobaleno che va sostenuto come bandiera, perché siamo fatti di mille colori, e l’arcobaleno non esisterebbe senza uno di essi, e come ogni volta che ne esplode uno in cielo ne rimaniamo meravigliati e pensiamo che sia uno spettacolo straordinario, anche noi essere umani lo siamo, ognuno di noi, ognuno con il suo colore bellissimo.

Sostenere e avviare una manifestazione di sdegno nei confronti degli episodi di questi giorni è assolutamente giusto, ma non dimentichiamoci che il razzismo è ancora presente nei confronti di qualsiasi razza, colore, religione, orientamento sessuale e qualsiasi elemento che consideriamo ” DIVERSO”

AVREI CAMBIATO LO SLOGAN IN:

“EVERY LIVES MATTER, EVEN THE BLACK ONES.”

E nessuno di noi dovrebbe più riuscire a respirare allo stesso modo, finché altre vite verranno strappate via senza ragione.

RIPARARE I VIVENTI

In questi giorni di caos, in cui l’umanità mi sembra completamente impazzita, l’empatia sembra essere una parola strana e senza alcun significato, fatico a riconoscermi in questa specie.

Non capisco se sia un problema delle grandi città, della società malata e consumistica occidentale, perchè So che nei miei viaggi in Asia non ho mai visto tanto malcontento, tanta frustrazione o cattiveria,anche nelle grandi città, nonostante sia una parte di mondo fondalmentalmente povera;

oppure sia un problema alla base, qualcosa di profondamente radicato dentro di noi e difficile da estirpare.

E quindi in questa epoca in cui sembra più facile spargere odio, distruzione e diffidenza, IO VORREI RIPARARE I VIVENTI.

Vorrei riparare le anime a pezzi,quelle rotte, quelle che si sentono perse.

Vorrei rimettere insieme i cocci sparsi qua e là, farli tornare all’antico splendore come i vasi giapponesi, valorizzandone cicatrici e incrinature, riempendole d’oro e facendoli diventare ancora più belli.

Perché qualcosa di rotto non è per forza qualcosa di perso, è qualcosa che ha solo voglia di essere tenuto, è qualcosa che vuole manifestare nuovamente la propria luce, aspetta solo qualcuno che arrivi, lo raccolga , lo rimetta insieme, cogliendone l’immensa bellezza.

Questo post non lo dedico solo alla morte di tutte quelle persone abbandonate, dimenticate o che hanno subito violenze ingiustificate, ma a tutte le anime perse, quelle a brandelli, di cui ne viene spesso sottovalutato il dolore, per svariate ragioni diverse.

Perché cara gente, la cosa difficile non è la morte, il vero atto di coraggio è la vita.

Ci vuole coraggio ad amare ed essere amati,ci vuole coraggio a vivere davvero, ci vuole coraggio ad essere felici,anche quando non ci credi più.

Quindi smettetela di prendervela con tutti, scavate nel profondo, dentro di voi, e ritrovate l’amore, basta usare l’odio come arma per fare male, perchè abbiamo una sola possibilità per decidere quale strada prendere, se essere dalla parte di quelli che rendono questo mondo un posto sempre più marcio o da quella che semina luce e fa crescere anche solo un briciolo di speranza.

E nonostante sia più facile distrurre che riparare e prendersi cura, per Favore provateci, perchè come dice sempre mamma:

“Ciò CHE DAI è TUO PER SEMPRE.”

Kintsugi: le cicatrici d’oro

SALTO NEL VUOTO VIENI CON ME?

Oggi vi parlo di libertà, di quanto possa far paura sentirsi liberi.Quanto può far paura sporgersi da una scogliera, stare lì in bilico tra certezza e incertezza, vedere il vuoto….Quanto possono far paura quelle onde, laggiù, che si infrangono sugli scogli, quanto può essere distante quel mare? Quanto sarebbe assurdo fare un salto per arrivare laggiù? o planare leggero con le ali di un gabbiano per ammirare da vicino quella meraviglia?

Tutte queste domande, io me le pongo quando giungo davanti ad un paesaggio così, adoro le scogliere, adoro le immense rocce che cadono a picco sul mare, mi sanno di libertà, di infinito, di meraviglia, di sogni.Per me libertà è anche questo, avere il tempo per poter compiere un cammino che ti porta ad una scogliera cosi, godersi l’attesa e l’eccitazione che si provano quando stai percorrendo una strada che non sai verso quale spettacolo ti porterà, ma sai per certo che ti riempirai gli occhi di meraviglia, ti riempirai gli occhi della potenza della natura, del meraviglioso spettacolo che essa sa darti semplicemente con la sua essenza,con il suo essere, con il suo esistere.Questa per me è la libertà, poter godere di uno spettacolo così pagando solo il prezzo di un cammino, pagando solo con il brivido e la vertigine di sporgersi verso il vuoto.Prendetevi il vostro tempo per sentirvi liberi, anche solo per un istante, perché nella quotidianità, questo solo istante è quello ad avere il valore più prezioso.

Questo pensiero l’avevo scritto dopo una giornata di assoluta esplorazione e libertà quando vivevo nella mia amata Ibiza.

Ed è proprio questo che mi manca bloccata in questa città a cui non appartengo più, la libertà che mi sa dare una scogliera a picco sul mare, una passeggiata a scoprire un luogo in cui la natura ti fa sentire tutta La sua potenza.

Mi manca la vita che avevo scelto di fare, che era assoluta incertezza, ma vivevo alla giornata e mi sentivo libera.

Ma tornerò a quella vita lì, al mio sogno che ero riuscita a realizzare, perchè ai propri sogni, una volta che li realizzi, non ci vuoi RINUNCIARE per niente al mondO.

LA BELLEZZA DEL SILENZIO

In questi giorni di esistenza strana, in cui criticare e puntare il dito è estremamente facile, fermatevi un attimo e ascoltate il Silenzio.

Perchè si, nell’indole dell’essere umano c’è il desiderio di Trovare un Capro Espiatorio su cui riversare le proprie frustrazioni e la propria insoddisfazione personale, è più facile odiare che affrontare i propri demoni interiori.

Bhe gente, il fatto di vivere in un’epoca in cui tutto debba essere messo a nudo su un SocialNetwork, non ci dà il diritto di sparare il nostro odio contro tutto e tutti.

In un’epoca in cui tutto deve essere messo in mostra per nascondere il vuoto che abbiamo dentro, ricordatevi che L’INVISIBILITà E’ UN SUPER POTERE.

Che si può si avere un’idea o un’opinione su ciò che accade intorno a noi, su specifiche vicende, ma non è necessario per forza condividerle, spandierarle ai quattro venti, si può anche tenerle per sé, soprattutto se non si ha una particolare conoscenza al riguardo e si rischia di mettere in dubbio la propria persona.

Ascoltate la Bellezza del Silenzio, perchè le anime silenziose solitamente sono meravigliose e hanno un sacco di cose da dire, ma scelgono di non farlo, perchè per dire certe cose a volte non c’è bisogno delle parole, non c’è bisogno di far casino per farsi notare.

Prendete spunto dagli animali, che non avendo il “dono” della parola, riescono a esprime una miriade di emozioni, senza mai il rischio di equivocarsi.

Si sa, percorrere strade con le scarpe degli altri non è facile, nessuno vuole indossare panni che non siano i propri, allora perché su un Social lo fate disperatamente?

Silenzio, è così bello il silenzio, usatelo, scegliete di essere invisibili dove mostrarsi sembra essere la priorità.

CAMBIARE PUNTO DI VISTA

“Non puoi cambiare quello che succede.

Ma puoi cambiare il modo in cui lo guardi.

Cambiare punto di vista. E tutto diventa un’opportunità.”

E così, riconquistata quella “libertà” che ci è mancata così tanto in questi due mesi, ho capito che in questa situazione assurda c’è stata un’opportunità grande di accorgersi di quei dettagli che prima erano sfuggenti.

Tornando a camminare in mezzo ad un prato, adesso ho finalmente l’opportunità di accorgermi quanto la natura vada avanti nonostante tutto, nonostante noi. Quanto un filo d’erba possa crescere indisturbato senza l’intervento dell’essere umano, quanto la natura sia in grado di riprendersi i suoi spazi e cancellare le nostre tracce. Adesso sto ancora più attenta al canto degli uccelli quando è primavera, le nuvole che ho sempre amato mi sembrano ancora più grandiose, persino la città che da addormentata riprende a poco a poco vita mi sembra straordinaria.

Ho avuto l’opportunità di dedicarmi a me stessa, alla mia forma fisica, a capire ciò che mi fa stare davvero bene e che calma la mia anima irrequieta quando non vede uno spiraglio di luce.

Grazie a un film ho Capito che siamo come miliardi di stelle in una galassia, ma possiamo scegliere di essere quella stella più luminosa che esplode in qualcosa di meraviglioso se solo scegliamo di avere coraggio.

E poi ho avuto l’opportunità di capire da che parte vanno i miei desideri, i miei sogni, e vanno verso la Natura, lontano dalla città.

Nei miei sogni vedo una realtà in cui l’anima si ricongiunge alla terra, ai frutti provenienti da un orto, agli animali liberi in uno spazio, al profumo di pane fatto in casa, una realtà lontana da una società consumistica, che ti obbliga a consumare, stufarti e poi buttare, invece di creare, aggiustare prendersi cura.

Ecco cos’è stato per me questo confinamento riassunto in due parole:

PRENDERSI CURA.







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